Sannita

Il radicale (a piede) libero

Riflessioni per un articolo che non vedrà mai la luce

1 Commento

Ho provato a mettere per iscritto qui le idee che erano venute per un articolo. Già qualche giorno fa pensavo che non l’avrei mai pubblicato, perché mi sono “svegliato” troppo tardi. Siccome non mi va di pubblicarlo, ma nemmeno di cancellarlo, lo posto così.

A me il suk degli ultimi giorni in campagna elettorale (niente case abbattute, niente multe, ministeri decentrati, soli pittati, etc.) ricorda penosamente un film di Joe Dante del 1997, La seconda guerra civile americana – non propriamente un capolavoro, anzi, un film talmente grottesco da risultare pesante e parecchio moralista nella seconda parte, quindi perfettamente adatto al paragone che voglio fare.

[Nota: nel prosieguo del post farò riferimento a pezzi di trama del film, quindi se sei uno di quelli che “no, per carità, non dirmi niente del film”, hai due opportunità: 1) credermi sulla parola che il film non è granché e continuare a leggere il post; 2) staccare temporaneamente dalla lettura, vederti il film, darmi ragione sul fatto che non è granché e tornare a leggere questo post.]

Dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì.

Il film è ambientato negli Stati Uniti, in un futuro in cui gli USA sono diventati iper-multiculturali e il Congresso è di fatto una sorta di Nazioni Unite, con miliardi di schegge di minoranze con cui contrattare singolarmente. Il pomo della discordia è dove ospitare una gran quantità di immigrati pakistani che stanno scappando dal conflitto nucleare fra India e Pakistan: l’Idaho dovrebbe ospitarli per primi, ma il Governatore si rifiuta di ospitarli. Il Governo Federale minaccia l’uso della forza, l’Idaho è pronto a rispondere, a costo di scatenare una guerra civile. Da qui, comincia una parata di personaggi di dubbia moralità (politici, giornalisti e finanche attivisti delle ONG), ognuno intenzionato a pararsi i cazzi propri. Ma non è questo il punto che voglio affrontare qui.

Il personaggio che mi è tornato in mente è il consigliere principale del Presidente, un irlandese che sembra dominare con capacità l’arte delle contrattazioni con le migliaia di minoranze. Dico “sembra”, perché ovviamente la situazione sfugge ben presto di mano a tutti, un po’ per la quasi totale assenza di scrupoli delle parti in causa, un po’ perché più concedi e più dimostri di essere debole, aprendoti dunque a ulteriori, pressanti richieste.

Si arriva ovviamente al punto in cui le concessioni sono così tante che non si riesce più a rispettare le promesse fatte, alienandosi così il già flebile appoggio delle minoranze. Nel frattempo, la situazione degenera in un vero e proprio scontro inter-etnico, con volontari delle Guardie Nazionali di altri Stati dell’Unione che vanno ad ingrossare le fila dei “resistenti” dell’Idaho, proteste e manifestazioni in tutti gli USA, eccetera.

Il consigliere principale, in questo caso, non sembra essere Letta, ma Berlusconi stesso. Il Presidente possiamo pensare che sia Lettieri o addirittura la Moratti, la sostanza non cambia: c’è un consigliere che pensa di sapere come si gestiscono le emergenze e che contribuisce, invece, a peggiorare la situazione, tirando a fondo quelli che gli si appoggiano. Ovvio che, poi, il Presidente (sia quello del film, sia i candidati del PDL a Napoli e Milano) ha la sua parte di responsabilità e di inettitudine, tanto a livello personale quanto nella scelta di affidarsi a un cialtrone del genere.

Il film compie la sua parabola e arriva al finale preventivato: alla fine, la seconda guerra civile americana scoppia davvero. Dura solo una settimana e il problema dell’immigrazione, da cui è nato tutto, continua a non essere risolto. Ovviamente non penso affatto che dopo questi ballottaggi scoppierà davvero una guerra civile fra noi italiani, se non a livello verbale.

Il testo finisce qui, senza una conclusione – ché non mi andava di o non sapevo come concludere, adesso non ricordo. Forse un giorno lo recupererò e lo riutilizzerò. O forse no.

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Autore: Sannita

Nato nel 1985 a Benevento, laureato triennale a Roma Tre e magistrale alla LUISS in Scienze Politiche, scrive da quando ha 16 anni e mezzo. Dopo anni passati a far gavetta e studiare, è diventato un giornalista pubblicista freelance. Siccome non ama starsene con le mani in mano, nel suo tempo libero è - dal 2006 - utente di Wikipedia in italiano. Dal 5 aprile 2014, è nel direttivo dell'Associazione Wikimedia Italia, prima come segretario (2014-2016) e ora come responsabile progetti.

One thought on “Riflessioni per un articolo che non vedrà mai la luce

  1. Il film é bellissimo, radicalsocialista d’antan

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