Sannita

Il radicale (a piede) libero

Una mail rivolta a nessuno

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Questa che segue è una mail che ho inviato il 29 maggio scorso a quella attention whore di Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord.

La pubblico perché non ne potevo più di tenere dentro di me un orribile segreto, che leggerete all’interno della mail. Questo post vuole essere un modo per liberarmi di quel pensiero definitivamente e per chiedere scusa a chi non ebbe mai quella solidarietà che, invece, gli spettava.

Oggetto: Qualcosa che avrei già dovuto fare

Ho provato fino all’ultimo a non mandarle questa mail, ma il senso di schifo e di ribrezzo ha prevalso.

Ho sentito la sua dichiarazione su Mladic e no, non sono riuscito a pensare che ha perso un’altra occasione per stare zitto. Non sono nemmeno riuscito a pensare che ha raggiunto un altro livello di infima bassezza.

L’unica cosa che ho pensato è di essere stato un enorme cretino. Perché quando lei, anni fa, venne aggredito su un treno, quando i passeggeri di quel treno spalancarono i finestrini per buttarla di fuori, io le testimoniai la mia solidarietà.

Anziché esprimerla a quei poveretti che le facevano da scorta, a coloro che si sono presi ingiustamente una dose di legnate che, invece, spettava solo e unicamente a lei, anziché pensare che chi semina odio, raccoglie odio, pensai che tutto sommato non è giusto pestare delle persone come lei, nonostante fatichino ad esprimere pensieri degni di questo nome.

E adesso questo: “Mladic è un patriota”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, già quasi pieno, delle sue stronzate.

Mi faccia un piacere. Mi spiega gentilmente come fa a guardarsi nello specchio la mattina?

Mi spiega gentilmente che cos’altro le serve come “prova” (oltre alle fosse comuni, alle testimonianze, alle immagini, ai resti umani e perfino al diario di Mladic stesso) che questo è stato?

Anzi, no. Non perda tempo a spiegarmelo. Non me ne importa nulla.

Avrei voglia di insultarla a nastro per tutto ciò che di orribile, anche su noi meridionali, ha detto. Ma è proprio quello che lei vorrebbe: essere considerato.

Mi limiterò perciò a dirle che ritiro quanto dissi anni fa. Continuo a pensare che sia ingiusto picchiare chi non la pensa come te. Ma lei non merita attenzione, nemmeno quando ha ragione (ammesso che lei possa averne, essendo inferiore in termini di utilità a un orologio rotto).

Quell’aggressione non è mai avvenuta, le sue dichiarazioni non sono mai state riportate da alcun giornale, la sua nascita stessa non è mai stata registrata. Lei, semplicemente, non è mai esistito. Per me, lei è semplicemente uno di quegli strani incubi che si fanno di notte, di quelli che non ricordi al mattino e che alla sera sono già scomparsi.

Questa è una mail di congedo da questo incubo. Non si preoccupi, non risponda: ciò che non esiste non può rispondere. Io sono solo un pazzo che parla con il vuoto.

[firma]

Fino ad ora non ho ricevuto risposta. Ma come si fa a ricevere una risposta da chi non esiste?

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Autore: Sannita

Nato nel 1985 a Benevento, laureato triennale a Roma Tre e magistrale alla LUISS in Scienze Politiche, scrive da quando ha 16 anni e mezzo. Dopo anni passati a far gavetta e studiare, è diventato un giornalista pubblicista freelance. Siccome non ama starsene con le mani in mano, nel suo tempo libero è - dal 2006 - utente di Wikipedia in italiano. Dal 5 aprile 2014, è nel direttivo dell'Associazione Wikimedia Italia, prima come segretario (2014-2016) e ora come responsabile progetti.

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