Sannita

Il radicale (a piede) libero

Considerazioni sull’acquisizione di Wikivoyage

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1. Introduzione
Esattamente come il precedente post, questo post è nato per uso personale: stavolta però non dovevo farlo leggere a nessuno, si tratta solo di grafomania compulsiva.

Inoltre, buona parte di questo post comprende parte di questo post, che ho scritto per un altro blog e che ho integrato e aggiornato agli ultimi eventi.

2. La Prima guerra sannitica
È da tempo che mi frulla in mente un certo accostamento fra l’acquisizione di Wikivoyage e la Prima guerra sannitica.

Nella seconda metà del III secolo a.C., Roma si era già stabilita come potere dominante nel Lazio ed entrò in conflitto con i vicini Sanniti per il dominio sulla fertile e ricca Campania. Intorno al 344-343 a.C., i Sanniti entrarono in lotta con gli odiati Sidicini, i quali chiamarono in loro aiuto i Campani (di cui Capua era la città più ricca e nota). La guerra volse velocemente a favore dei Sanniti, che arrivarono a cingere d’assedio Capua.

Alcuni legati della città campana chiesero aiuto a Roma, che fu inizialmente costretta a rifiutare, a causa di un patto di non belligeranza stretto con i Sanniti qualche anno prima. I Capuani decisero così, come ultima ratio, di sottomettersi incondizionatamente a Roma – offerta che fu ovviamente accettata. Dal momento che i Sanniti stavano dunque cingendo d’assedio una città romana e non più campana, il Senato utilizzò questo imprevisto escamotage per ricusare il patto e dichiarare guerra ai Sanniti. Il conflitto terminò nel 341 a.C. con la vittoria dei Romani.

La Prima guerra sannitica ha una importanza fondamentale nella storia dell’allora giovane Repubblica Romana: infatti, si tratta della loro prima impresa bellica dettata non tanto dalla necessità di sopravvivere e difendersi dall’attacco di popolazioni vicine (una su tutte, gli Etruschi), quanto da vere e proprie mire espansionistiche. È il primo, timido, non pianificato passetto verso l’Impero.

Fin qui la storia antica. Passiamo all’altra storia, quella più recente.

3. La “Prima guerra wikimediana”
Nel lontano luglio 2003, nacque WikiTravel, una wiki (NON gestita dalla Wikimedia Foundation) che potesse fungere da guida turistica multilingue basata più o meno sui principi di Wikipedia. Nel 2006, WikiTravel venne acquistata da Internet Brands, che la trasformò in un progetto for profit (in pratica, di quelli che mostrano gli annunci pubblicitari). Questa decisione non venne accettata dalla comunità tedesca e da parte di quella italiana, che fecero un fork e fondarono Wikivoyage, gestito da Wikivoyage e.G., un’associazione no-profit con base in Germania.

Nella prima metà del 2012, in WikiTravel si registravano vari malumori: secondo la comunità, Internet Brands dava poca attenzione alle loro richieste e ritardava l’aggiornamento del sito – in effetti, la versione usata era vecchiotta e aveva vari bachi, che venivano puntualmente sfruttati dagli spammer. La goccia che fece traboccare il vaso fu la decisione di aggiungere un sistema per effettuare prenotazioni direttamente da WikiTravel – ovviamente, non richiesto dalla comunità, ma voluto dalla proprietà.

Nel frattempo, Wikivoyage e.G. navigava in pessime acque: non c’erano più soldi per mantenere i server e si rischiava di buttare all’aria circa nove anni di lavoro. L’associazione chiese dunque l’aiuto di WMF per poter essere “salvata” – decisione che il Board di WMF stava valutando favorevolmente e con attenzione.

La notizia trapelò nella comunità di WikiTravel, la quale iniziò a discutere di una “migrazione di massa” verso Wikivoyage e, dunque, verso i lidi di WMF. Questa decisione avrebbe permesso la riunione delle due comunità, dopo il “divorzio” avvenuto sei anni prima, oltre che una certa serie di vantaggi “tecnici”: dal momento che MediaWiki viene sviluppato direttamente da WMF, questo avrebbe garantito da un lato più stabilità e sicurezza per il progetto e dall’altro una maggiore probabilità di ottenere le modifiche tanto sperate.

Dopo una discussione con la comunità, il “salvataggio” venne accettato dal Board di WMF: ufficialmente, la comunità wikimediana approvò la creazione di un nuovo progetto dedicato alle guide turistiche, che “avrebbe unito gli sforzi” di vari siti tematici, fra cui alcuni “che vogliono migrare completamente il loro contenuto e la propria comunità” (cioè Wikivoyage) e altri “la cui comunità di utenti vuole entrare nel movimento Wikimedia” (cioè WikiTravel).

Il piano era strutturato in due fasi: prima gli utenti interessati e i contenuti di WikiTravel sarebbero passati su Wikivoyage; poi Wikivoyage “integrata” sarebbe passata sui server di WMF come dodicesimo progetto ufficiale, mentre Wikivoyage e.G. sarebbe entrata come “associazione tematica” all’interno della Fondazione (questa delle associazioni tematiche meriterebbe un post a parte e non escludo che un giorno lo farò).

Tuttavia, Internet Brands non la prese molto bene: prima bloccò tramite un suo dipendente vari utenti (e anche amministratori) “colpevoli” di aver proposto più volte la questione del passaggio a WMF (che fu poi rimossa dal Bar di WikiTravel), poi disabilitò il sitenotice e infine disabilitò la possibilità di scaricare una copia aggiornata del database (ufficialmente a causa degli spambot). In ultimo, Internet Brands decise di denunciare due amministratori/volontari di WikiTravel (un canadese e uno statunitense).

WMF decise dunque di muoversi (settembre 2012) sul piano legale su due fronti, chiedendo una sentenza dichiarativa al foro di San Francisco con la quale si potesse stabilire che “Internet Brands non ha nessun diritto di impedire, interrompere o bloccare la creazione di un nuovo progetto dedicato al turismo gestito dalla Wikimedia Foundation, in risposta alle richieste della comunità di volontari di Wikimedia” (qui la dichiarazione originale) e fornendo assistenza legale ai due amministratori coinvolti nella denuncia.

La storia finì nel novembre 2012 con la “vittoria” di WMF: Internet Brands ritirò la denuncia verso i due ex-amministratori e accettò obtorto collo la migrazione di larghissima parte della propria comunità. Wikivoyage fu ufficialmente ri-lanciata il 15 gennaio di quest’anno e già adesso, a giudicare dalle statistiche, ha recuperato il gap con WikiTravel. Inoltre, Wikivoyage è stato il secondo progetto a essere completamente integrato con Wikidata – segno che WMF punta molto sullo sviluppo del “nuovo arrivato”.

4. Gli effetti della “guerra”
Dopo questa lunga storia, potrete capire anche voi perché mi è venuto in mente quel parallelo storico: così come la Prima guerra sannitica si è rivelata essere importante per la storia d’Italia, allo stesso modo la “Prima guerra wikimediana” si rivelerà importante per la storia del movimento wikimediano per vari motivi.

Innanzitutto, si è dimostrato che Wikimedia Foundation ormai è un attore di primo piano nel mondo della conoscenza libera. Dopo oltre 12 anni di lavoro, la nostra comunità può permettersi non solo di guardare negli occhi le istituzioni culturali come archivi, musei, biblioteche e fondazioni (anche questo è un argomento che merita un approfondimento a parte, promesso), ma addirittura di entrare in conflitto (anche legale) con imprese private – e vincere.

Da questo ne discende che Wikimedia Foundation viene percepita all’esterno come il “cavaliere bianco” del mondo wiki, ossia come un attore economico sicuramente potente, ma le cui “mire” sono quasi percepite come lusinghiere, anziché minacciose. Questo perché, ormai, WMF è fortemente connotata dai valori alla base di Wikipedia e dei progetti fratelli (libera conoscenza, gratuità, libera modificabilità…), al punto che essere “assorbiti” dalla comunità wikimediana è quasi un “onore” – oltre che un vantaggio economico, tecnico e pubblicitario non indifferente.

L’ottima reputazione esterna rischia però di ingenerare una “corsa ai server”, ossia il tentativo di tante piccole wiki settoriali di appoggiarsi al “gigante” WMF, senza diventare però un vero valore aggiunto per la comunità nel suo complesso. Per fare un altro parallelo azzardato, è un po’ come il Batman della trilogia di Christopher Nolan o anche l’undicesimo Dottore verso la metà della sesta serie. Charlie Jane Anders su io9 chiarisce il punto:

Just like Batman, it turns out the Doctor has created his own adversaries, by fostering his own dark legend. It’s been a major theme in the Bat-comics since the 1980s, the idea that the Batman is such an extreme figure, who inspires so much fear, that maniacs like the Joker cannot help springing up in response. […] And now we’re getting much the same idea on Doctor Who.

In questo caso, ovviamente, il discorso va volto in positivo: il rischio è che si crei una leggenda “positiva” di una Fondazione fin troppo accogliente verso qualunque progetto wiki, compresi quelli che c’entrano poco e niente con la mission originale. Ovviamente, è sempre la Fondazione ad avere l’ultima parola al riguardo, quindi questo rischio c’è, ma al momento è piuttosto ridotto. D’altra parte, esiste sempre Wikia come ultima spiaggia – anche se poi bisognerebbe accettare dei piccoli banner pubblicitari o di essere equiparati alle wiki dei fan di Star Trek, Star Wars, Il signore degli anelli e così via.

Vorrei sottolineare un punto dell’ultimo capoverso: “è sempre la Fondazione ad avere l’ultima parola al riguardo“, dove la parola chiave è “Fondazione” e non “comunità”. Questa storia ha infatti confermato, ancora una volta, l’esistenza di una frattura fra la Fondazione e la comunità: larghissima parte degli utenti storici non ha visto di buon occhio la creazione di questo nuovo progetto.

Basta dare una scorsa veloce alla “richiesta di commenti” con la quale è stato dato il via libera all’operazione, per notare che in molti hanno scritto che “c’è già Wikibooks per questo“. Ancora oggi c’è gente che si domanda “perché abbiamo assorbito un progetto che, nel migliore dei casi, sarà il posto dove scaricare il nostro spam e che, nel peggiore, attirerà ulteriore spam“.

Quest’ultima è una posizione che non condivido affatto, innanzitutto perché è pesantemente offensiva verso il lavoro – a tratti anche encomiabile – di centinaia di volontari che condividono la passione per i viaggi e poi perché nasconde il vero motivo del risentimento verso WMF (questo sì condivisibile): lo scarsissimo interesse mostrato da WMF lungo tutti questi anni verso i progetti fratelli di Wikipedia, sicuramente acutizzato dal fatto che Wikivoyage ha “scavalcato” gli altri progetti più “vecchi” nel processo di integrazione con Wikidata. D’altronde è vero che per WMF è quasi sempre esistita Wikipedia in inglese (posta sopra tutte le altre versioni linguistiche di Wikipedia, a loro volta poste sopra tutti gli altri progetti WMF) – ma anche questa è una storia da approfondire a parte.

5. Conclusioni
Al di là di come la si possa pensare, mi preme ribadire come l’acquisizione di Wikivoyage abbia segnato un punto di svolta fondamentale nella storia del movimento Wikimedia: questa è stata la nostra “prima guerra di espansione” e altre, probabilmente, seguiranno.

La proposta che ha la più alta possibilità di realizzazione riguarda OmegaWiki, anche se non le darei, al momento, più del 30-35% di possibilità di essere effettivamente realizzata, soprattutto per i motivi indicati nel precedente post. Non nascondo che, personalmente, preferirei che venisse data priorità a un progetto come IMSLP, molto più nelle nostre corde di tantissimi altri progetti in giro per il Web, se non fosse che le stupide e assurde limitazioni sul copyright imposte negli USA (dove hanno sede i server di WMF) impedirebbero di importare tutto il materiale presente su quel progetto.

Qualunque sarà il prossimo progetto da assorbire, tuttavia, bisognerà tenere a mente due cose. La prima è che l’obbiettivo andrà scelto con enorme attenzione. D’altronde, la Seconda guerra sannitica venne sì vinta anch’essa dai Romani, ma durò circa 20 anni e viene più che altro ricordata per la sonora batosta delle Forche Caudine. Non è detto che la storia debba per forza ripetersi così, né che WMF sia davvero l’erede di Roma, ma almeno cerchiamo di evitare di fare quella fine.

La seconda è la reale condivisione degli obbiettivi con la comunità: per fare un esempio, adesso Wikidata viene spesso invocata dal Board di WMF come “panacea” per molti “mali”, ma la creazione e lo sviluppo del progetto sono da attribuire a Wikimedia Deutschland, ossia a un capitolo nazionale, e non alla Fondazione. Stando al comune sentire, Wikidata è stata accolta più favorevolmente di Wikivoyage come nuovo progetto, anche perché percepito come “creato con lo scopo di servire la comunità” e non come “una inspiegabile decisione del Board” – anzi, c’è la concreta paura che adesso non vengano attribuiti sufficienti fondi a Wikidata per il suo successivo sviluppo.

A onor del vero, va anche detto che la comunità wikimediana è una comunità fortemente conservatrice, testarda e diffidente (soprattutto nei confronti di WMF, purtroppo quasi sempre a ragione dopo il “regno di terrore” di Sue Gardner). Solo il tempo ci dirà se la Fondazione avrà avuto ragione nell’acquisire Wikivoyage – e io sono convinto che si rivelerà una mossa positiva. Forse anche da parte nostra ci dovrebbe essere una maggiore “apertura” ai nostri potenziali nuovi colleghi.

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Autore: Sannita

Nato nel 1985 a Benevento, laureato triennale a Roma Tre e magistrale alla LUISS in Scienze Politiche, scrive da quando ha 16 anni e mezzo. Dopo anni passati a far gavetta e studiare, è diventato un giornalista pubblicista freelance. Siccome non ama starsene con le mani in mano, nel suo tempo libero è - dal 2006 - utente di Wikipedia in italiano. Dal 5 aprile 2014, è nel direttivo dell'Associazione Wikimedia Italia, prima come segretario (2014-2016) e ora come responsabile progetti.

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