Sannita

Il radicale (a piede) libero


Perché dobbiamo ringraziare Edward Snowden (e perché non è come Julian Assange)

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Decreto legislativo 2 aprile 2011, n. 2

Avviso: questo resoconto contiene robe di anni e anni fa, provenienti da vari incontri e segnati su svariati supporti, ma per varie ragioni non è mai stato pubblicato.

Sempre per varie ragioni, ho scelto di considerarlo come l’ultimo post del mio vecchio blog e, come tale, l’ho posto cronologicamente il giorno prima dell’apertura di questo blog.

Un’ultima considerazione: so benissimo che la numerazione delle leggi riparte da zero ogni anno, ma “questa è casa mia” (cit.) e faccio quel cazzo che mi pare.

Art. 1 – Premio “Cinico dell’Anno”

E: Ah, il Carrefour. Quello del famoso genocidio, il genocidio del Carrefour. Che poi è avvenuto vicino a quello del Dufour, quello dei cavalli golosi.

Art. 2 – Processi anaforici

[Durante Italia-Romania, si discute della rivoluzione del 1989]

Io: Vabbè, se escludiamo il processo a Ceaușescu…

E: Vabbè, ma quello era un processo finto.

Io: Vabbè, anche quello a Saddam.

E: Vabbè, anche quello di Norimberga.

Io: Vabbè, anche quello di Cogne.

Art. 3 – Estemporaneità

CM: Porta Pia, Porta Pia, speriamo che ce la dia!

Art. 4 – Tu quoque, Brut, fili mi

CM: Il brut è pronto.

C: Il brutto?

E: Sì, c’è un brutto in cucina che esce e dice “È pronto!”.

Art. 5 – Coerenza

Io: A me è passata qualunque tipo di fame.

[E si mette in braccio l’intero contenitore delle patatine]

Art. 6 – Agghiacciante

[Un rumeno cade a terra dopo uno scontro di gioco]

C: Come si chiama questo? Niculae? Niculae, chi ti si inculae!

Art. 7 – Somiglianze

E: Me sembrate tanto mi madre con la Lazio. Urla, fa la pazza e poi perde sempre 3-0.

Art. 8 – Inquietante

C: [riferendosi alla macchina fotografica] Prendi questo simbolo fallico.

G: [orgogliosa] Questa è mia!

Io: Dov’è la mia agenda? Dov’è???

A: Ah, pensavo dicessi “dov’è il mio simbolo fallico”.

Art. 9 – Inquietante (bis)

Io: È frequente quando c’è E. “Cazzone”.

E: [preoccupato] In che senso?

Art. 10 – Premio “Cinico dell’Anno” (2º classificato)

[Io e M. ci mettiamo in posa per una foto opponendo i pollici]

C: Questa è da Nazioni Unite!

Io: Allora uno di noi fa il bambino nero. Chi lo fa? Dai, lo faccio io, che me sa che me conviene…

Art. 11 – Richiami

G*: Lù, serve richiamare la loro attenzione.

Io: Rutto?

Art. 12 – Somiglianze (bis)

[Al tavolo gira la carta d’identità di E.]

D: Guarda bene, c’ha gli occhi di [noto esponente del centro-destra].

A: Con o senza coca?

Art. 13 – Tendenze

A: Oggi il viola andava molto in radio.

M: Esticazzi?

A: Mamma, che bestia…

Art. 14 – Reincarnazioni

E: Pannella si reincarnerà in un piatto di bucatini all’amatriciana.

Art. 15 – Cause ed effetti

D: [rivolto a me] A parte che c’hai litigato e me ne compiaccio, ma ogni volta che ci incontriamo, è successo qualcosa con [noto esponente ex-radicale, poi passato al centrodestra]. Te vivi de cause con quell’uomo!

Art. 16 – Peggiori

G*: Qui il peggiore c’ha la laurea.

Art. 17 – Attimi

G*: Quando arriva da dietro, è un attimo.

Art. 18 – Militanze

E: Ho militato nel PSI recentemente.

Art. 19 – Tentativi di sfruttamento

G*: Facciamo diventare Luca testimonial della De Beers, così fa i soldi e ce toglie da mezzo alla strada.

Io: Azzo, io devo fa’ tutto il lavoro e poi ve devo pure da sarvà a voi? Ma vaffanculo!

Art. 20 – Offerte

M: Hanno il succo di guava.

E: Di guano?

Art. 21 – Educazioni

D: Vabbè, ma tanto questo non è un tavolo di educande.

M: No, è di educati.

Io: E non sappiamo a cosa.

Art. 22 – Inquietante (ter)

M: No, dicevamo che io e G* dovevamo fare un programma di biografie…

Io: Ommadonna santa…

M: Dai, che te la facciamo pure a te!

Io: Ommadonna santa!!!

Art. 23 – Estemporaneità (bis)

E: Toc toc. Chi è? Annatevene affanculo!

Art. 24 – Appioppamenti

G* e M: Luca, l’uomo a cui appiopparono la vecchiaia.

Art. 25 – Coperture scoperte

[E. passa dietro una delle commensali, che prende la borsa, la porta sul davanti e la chiude]

E: Eeeeeeeh, manco fossi [noto esponente del PSI degli anni ottanta].

Art. 26 – Somiglianze (ter)

E: A me sembrano facioli scorreggioni.

Art. 27 – Verità rivelate

E: [rivolto a me] Te che ce fai qui?

Io: Sto qua per romperti il cazzo.

Art. 28 – Come una mano

G*: È venuta sfocata.

Io: Eh, ma se lo metti in mano…

A: Con rispetto parlando.

Art. 29 – Suggerimenti

Io: [rivolto a M.] Lei che suggerisce?

M: ‘mbuto!

Art. 30 – Suggerimenti (bis)

G*: Attenzione, levategli il bicchiere!

Io: Ma levateglielo proprio.

Art. 31 – Coperture scoperte (bis)

E: [rivolto a me] Ma che te sei magnato, un bambino con le scarpe? C’hai ancora un laccio che te pende dalla bocca.

Art. 32 – Avvertimenti

E: Io ve sciupo la partita.

Art. 33 – Richieste

G*: E poi cazzo, tanto la gente non le fa le opere di bene. Quindi portate fiori al mio funerale!

Art. 34 – Detti popolari

G*: Chi dice donna con Luca, dice “non gliela danno”.

Art. 35 – Luca La Qualunque

G*: Luca ormai va per la qualunque. Nel senso di qualunque donna.

Art. 36 – Perdite improvvise

LB: È successo un casino! Ho perso la patata!

Art. 37 – Agghiacciante (bis)

E: Birra Asahi: Asahi o non la Asahi?

Art. 38 – Studi

E: [Noto ex magistrato] è andato in Guatemala per studiare la trattativa Stato-Maya.

Art. 39 – Aperture

G*: Sotto da noi c’è un negozio che si chiama “Le cose le case”. Io ne voglio aprire un’altro dal nome “Le cose di altre case”.

Art. 40 – Coperture scoperte (bis)

C: [rivolta a E.] Ogni volta che beviamo un Merlot, ti prendiamo in giro.

M: Ma anche quando non lo beviamo, eh.

Art. 41 – Gesti pericolosi

M: Sto rimbalzando sulla sua pancia!

A: No, stai rimbalzando su una polveriera…

Art. 42 – Oneste ammissioni

E: A me non m’hanno chiamato perché [farfuglia in modo incomprensibile].

Io: Eh?

E: Perché non conto un cazzo.

Art. 43 – Gioco di squadra

CD: E., manco abbiamo iniziato la partita e già stai a cambià squadra.

Art. 44 – Oneste ammissioni (bis)

E: Non guardate me, che non conto un cazzo.

Io: Di quello, guarda, ne eravamo sicuri.

Art. 45 – Posizioni scomode

G*: Ma insomma, dobbiamo sempre andarcene via!

Io: Eh, ma voi vi mettete sempre dietro la mazza!

Art. 46 – Amicizie vere

D: [rivolto a E.] Ma chi te vole bacià a te? Ma levate.

Art. 47 – Estemporaneità (ter)

Io: Acqua azzurra, birra chiara…

Art. 48 – Complimenti

E: Ma io ti vedo sciupato.

Io: Ma vaffanculo, va!

Art. 49 – Dediche

E: Poi bella la dedica… aspè, che cosa t’avevamo scritto?

G: Ammazza E., what a fox.

Art. 50 – Sì, viaggiare

G: Noi andiamo a Napoli fra qualche giorno.

Io: Ah. E che cazzo c’annate a fa?

Art. 51 – Tolleranze

E: G. è tollerante quanto [noto magistrato, poi diventato politico e anche ministro] è garantista.

Art. 52 – Agghiacciante (ter)

C: Zaia-ia-ia-oh!

Io: Sono agghiacciato.

Art. 53 – Rivisitazioni

CM: Le mani sulla cucina, un film di Maccio Capasanta.

Art. 54 – Rivisitazioni (bis)

M: Di pupazzo ce n’è uno, tutti gli altri son nessuno.

Art. 55 – Verità rivelate (bis)

A: Ma insomma, io ci faccio sempre la figura del coglione!

M: Tesoro, ti sei mai posto delle domande riguardo a ciò?

Art. 56 – Rivisitazioni (ter)

E: Sto guardando “Le fate ignoranti”.

G: [riferendosi all’annunciatrice] Sì, so’ due quelle che guardi. Una e due.

Art. 57 – Rivisitazioni (ter)

[In seguito a uno scambio molto serrato]

E: Eh, ma se parlaste meno come [noto magistrato, poi diventato politico e anche ministro], si capirebbe di più.

Io: Senti chi parla!

Art. 58 – Comparazioni scolastiche

E: Sta cosa la facevo io quando stavo alle medie. Capito? Stamo a parlà de roba dell’anticristo.

Art. 59 – Considerazioni politiche

E: Eh, di ‘sto passo [esponente radicale] finisce nei quadri.

G*: Come ‘na natura morta.

E: Imita tanto la Bonino, ma pare ‘na banconota da 2 euro.

C: Ma c’è qualcuno che le rivede le bozze?

Io: No. E se vede.

E: Ma infatti je serve qualcuno che je fa i bozzi.

Art. 60 – Considerazioni politiche (bis)

E: Eeeeeee. Casa [noto primo ministro ceco]? Sì. Complimenti!

A: Ma sei rimasto proprio scosso.

G*: Spero per te non da dietro.

Art. 61 – Considerazioni politiche (ter)

M: Il 3%? Ma il sondaggio l’hanno fatto all’interno del partito?

Art. 62 – Amicizie vere (bis)

E: Te c’hai l’ansia de correre!

Io: Ma magari sei te che c’hai l’ansia de fatte li cazzi mia!

Art. 63 – Valutazioni

E: Come uomo, non è brutto secondo me.

G: Come donna…

Art. 64 – Usi

Io: Andavano in barca insieme e lui usava lei come polena.

Art. 65 – Dimostrazioni

E: Daje, mostra le ampolle.

Io: Ma come, così? Di fronte a tutti?

Art. 66 – Fondazioni

M: Volevamo fondare l’Associazione radicale e ambientalista “Bambi al sugo”.

A: Beeeeeeeellooooooo.

Art. 67 – Considerazioni politiche (quater)

Io: Il basso impero a noi ce fa le pizze.

Art. 68 – Expertise

G: Esperta in fisica nucleare e burro d’arachidi.


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Alle volte basta davvero poco

Una sera, due o forse tre anni fa, stavo tornando a casa. Erano le 23:15 circa, l’ora non conta, comunque non troppo tardi. Cuffiette nelle orecchie e passo svelto, pochi metri da casa. Girato l’angolo, sarei arrivato al portone.

Accanto a me, due ragazzi, magrebini a giudicare dall’aspetto, chiacchieravano nella loro lingua.

Non so perché mi è venuto da abbassare lo sguardo a terra. Forse perché avevo visto un ombra.

Era un vecchietto. Steso per terra. Lo guardo. Il cervello mi suggerisce l’immagine di un barbone ubriaco – a quel tempo, ce n’era uno che passava con le sue buste, biascicando ed urlando. Chissà che fine ha fatto…

Dicevo, il cervello mi suggerì quell’immagine, ma non era ubriaco. Era un vecchietto, disteso per terra. Mi guardava, senza dire nulla. Gli occhi mi supplicavano, il braccio era disteso a chiedere aiuto per rialzarsi.

Senza dirci niente, almeno a parole, interrompo la camminata e gli tendo la mano. I due ragazzi mi vedono, si fermano e anche loro tendono la mano. Lo rimettiamo in piedi.

Per un attimo, è come se avessi rivisto mio nonno nel suo volto.

Io raccolgo il bastone e glielo rendo, sempre senza dire una parola, ma con un sorriso. Accenna un grazie appena con lo sguardo.

Me ne vado subito, i due magrebini restano pochi secondi in più di me. Un grazie appena accennato con lo sguardo anche a loro. Tutto torna come prima, ognuno per la sua strada.

Questa storia non l’ho mai raccontata a nessuno, perché alla fine è un frammento insignificante di vita. L’unica a cui l’ho raccontata è stata Margherita, circa una settimana dopo che avvenne. Lei rimase sorpresa di quel gesto e quasi offesa del fatto che non glielo avessi raccontato subito.

Ogni tanto ripenso a quello sguardo che supplicava. E penso come alle volte basti davvero poco


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Antitesi / Senseless

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* * *

Ci sono notizie che ti piombano addosso come un incudine. Ma questa, a suo modo, è unica. Come lei.

Il post ha due titoli. Il primo è “Antitesi”, perché quello che ti hanno detto ieri al telefono e quello che tu sai di lei sono due concetti in aperto contrasto.

Da cui il secondo titolo, “Senseless”. Non venitemi a dire che tutto questo ha un senso. Non ce l’ha. Si dice spesso che “non è possibile” che sia accaduta quella cosa, perché la ritieni per l’appunto in antitesi con quella realtà che conosci.

Mettetevi nei miei panni, adesso. E chiedetevi se davvero avreste mai potuto immaginare questo.

Lo so che era tempo che non ci sentivamo. Ma voglio chiederti un ultimo favore. Prima che tu te ne vada per sempre, con una spiga in mano, passa da me. E dammi una spiegazione.

Per il resto, c’è solo una canzone che si adatta a te. E l’hanno già dedicata a un altro siculo che prima di te ci ha lasciato.

Ciao cummà.