Sannita

Il radicale (a piede) libero


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Un uomo non muore finché il suo ricordo e i suoi insegnamenti guideranno le nostre azioni (cit.)

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Di ritorno dal raduno, i miei compagni di viaggio hanno notato un certo silenzio da parte mia. Direi quasi innaturale, dato che sono un chiacchierone da record.

Ma il silenzio aiuta a riordinare i ricordi e a farti notare l’ennesima riconferma della teoria delle linee d’ombra. Dicasi “linea d’ombra” quell’evento o avvenimento dopo il quale la tua vita non può essere più la stessa, ovvero quell’impercettibile decisione che solo dopo molto tempo riconosci avere avuto un impatto devastante sulla tua vita. Nel bene e nel male.

Quella sera, lessi di un flash mob sull’Europa (o meglio sulla sua assenza dai giornali) a Campo de’ Fiori organizzato da CafèBabel, una delle tante associazioni in cui avevamo (come IAPSS e come singoli) conoscenti e interessi. Decidere di andarci fu l’attraversamento di una linea d’ombra.

Chiaramente lo trovai lì. Mentre ci stavamo recando al ristorante per il dopo-flash mob, mi chiese un favore: siccome aveva da lavorare, non poteva recarsi a un convegno pro-referendum sulla PMA presso gli uffici della Camera. Lì avrebbe dovuto prendere contatto con una tizia per Blog in progress. Accettai di fargli questo piacere.

Fu così che mi convinse a partecipare a quella manifestazione. Fu così che incontrai nuovamente F e che conobbi E, A, CM, S, Inoz, ma anche AT, Viaggio, Ereticoblog e tantissimi altri. Fu così che si costituì la “Compagnia della Cena”, quel gruppo di amici-blogger che si incontravano in qualche ristorante per parlare di politica e di idee, ma soprattutto per stare insieme.

Fu grazie a quella compagnia che nacque la tradizione dei report. Oddio, non che non ne abbia fatti pure in passato, ma quello fu il primo nella forma che oggi tutti noi conosciamo. E fu quella sera pure che, grazie alla sua straordinaria inventiva, nacque Governo Ombra per Radio Alzo Zero. Nella sua prima versione, erano cinque piccole puntate quotidiane da 15-30 minuti su temi vari. Lui e io collaboravamo alle puntate sulle Riforme: lui mi intervistava, io sparavo cazzate.

Fu grazie a lui che organizzammo quella puntata di Noi nel mezzo (sempre su RAZ), dove eravamo in 14 pigiati nella stessa saletta di registrazione. La meglio gioventù politicizzata d’Italia, a discutere del lancio della nuova piattaforma di RAZ e di come affrontare la “questione generazionale”. E fu così che conobbi anche Elisa, una delle ragazze più belle, brave e preparate della Storia, a cui voglio un bene dell’anima.

È anche grazie a lui che ricordo piacevolmente quel pomeriggio dalle parti di Frosinone a discutere della fondazione di ASP Italia, per poi prendere la macchina e andare al Circo Massimo a sgolarci e fare volantinaggio per il referendum. Tra l’altro, fosti tu a iniziarmi a quella tradizione radicale…

E potrei continuare con quell’altro convegno di CafèBabel, dove tutto il nostro mondo (IAPSS, Compagnia della Cena, CafèBabel, RAZ, LiberalCafè, …) si incontrò al Caffè Letterario di Ostiense, dove sapevi che ognuno dei presenti ti conosceva.

E potrei continuare con l’emozione di essere stati citati dal Corriere della Sera per il Premio Liberale dell’Anno a Giavazzi.

E potrei continuare con quel viaggio a Fiuggi, con E e MP, per assistere alla nascita della Rosa nel Pugno.

E potrei continuare con quei “Where’s Giuliano? Why didn’t he came here?” a Mosca, per la General Assembly 2005 di IAPSS, riferitimi tanto da rumeni, quanto da tedeschi, da sloveni, da chiunque. Perché, parliamoci chiaro, lo conoscevano tutti in Europa. E tutti perché era una persona straordinaria, sempre all’avanguardia, sempre impelagata in diecimila cose. Per questo, tanti ricordi si affollano nella mente, tante occasioni vissute assieme, tante avventure che conserverò per sempre nella memoria.

Insomma, è stato grazie a te se i nostri destini hanno continuato a incrociarsi, in diecimila declinazioni diverse. E per nostri non intendo solo il mio e il tuo, ma i destini di tutti noi che abbiamo avuto la gioia, la fortuna, l’onore di conoscerti.

Intendo ricordarti anche con una canzone, andata in onda in una delle nostre prime puntate di Governo Ombra, che venne registrata in quel macello che era casa tua. Una canzone che ti suggerii io, perché la trovavo ottimista. Ricordo ancora la tua voce che la presentava, utilizzando le mie parole. Perché tu i tempi radiofonici ce li avevi, eri un intervistatore nato. E poi con quell’agendina, piena di nomi e numeri, potevi far concorrenza a Gianni Minà…

Ho un debito enorme con te. Enorme. E ho la tremenda, insopportabile consapevolezza che non avrò mai modo di ripagarti per tutto quello che mi hai saputo donare, come occasioni, come conoscenza, come spirito di iniziativa, come amicizia, come tutto.


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V Summit etilico

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E: Stavo lì come ‘n imbecille…

A: Ah, allora stavi bene…

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[Il maglione è stato liberato]

C: Fammelo vedere. Con rispetto parlando.

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G: No, ma tanto E. sta a registrare Governo Ombra e io faccio la scopolona d’oro…

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Io: Mai votato Bassolino.

E: Giura.

Io: Giuro su Dio.

E: Ah ‘mbè, stamo freschi allora…

Io: Beh sì, in effetti hai ragione.

G: Scusa, ma tu da quanto abiti qui?

Io: Dal 2002.

G: E hai fatto i 18 anni qui?

Io: Sì.

G: E allora non avresti mai potuto votarlo! Sei un coglione!

Io: Ennò, un guadagno ce deve stà. Se lo voto, so’ ‘no stronzo. Se non lo voto, so’ ‘n cojone… Eh.

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CM: Ma basta co’ ‘sti pollici.

Io: Ma io voglio dimostrare che ho i pollici opponibili!

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E: Mancuso ha questa capacità da poeta ermetico…

M: Sì, ermetico d’ ‘a mutua!

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E: [rivolto a CM] Stronzo. S-T-R-O-N-Z-O.

G: Che ha fatto?

E: Eh, c’ha fatto CM tuo? Ha fatto ‘o stronzo, ha fatto!

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[Di fronte all’ennesimo scaricabarile nei miei confronti]

Io: [rivolto a E.] Ma perché devi sempre parare il tuo culo con il mio?

E: Non è che sia una bella immagine, eh…

CM: Forse perché il tuo culo è il più allenato…

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M: Ma quanto siete belli! Sembrate una puntata malriuscita di Beverly Hills.

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[Io e A. ci guardiamo in faccia e ridiamo]

M: [rivolta ad A. col sorriso] Amore, ma che cazzo ti ridi?

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M: Ma quando m’è venuta ‘sta faccia da vecchia?

LB: Ma che ce sta, lo specchio de Dorian Gray?

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CM: Benvenuto su Boh.net, avversario di Decidere.net. Sei contento di essere qui? Boh…

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M: [brandendo un tagliere di legno] Specchio, specchio delle mie brame… Uhm, in fondo è davvero lo specchio ideale!

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LB: A un certo punto, dopo aver sentito Cannavaro cantare “Per un goal io darei la vita”, stavo per diventare interista. Poi ho pensato: “Totti o Cannavaro? Totti o Cannavaro?” Poi ho pensato che Totti era più alto…

C: Eh, infatti… Tu hai proprio ‘sto problema…

LB: Ahò, io te sdrumo!

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LB: [rivolgendosi a me, vistosamente ubriaca] Tu non avrai mai i miei capelli, parruccaio dei miei stivali!

Io: Ma infatti non voglio i tuoi capelli… un po’ più sotto…

LB: [rivolgendosi a C.] Prendi il quaderno e scrivi! Sannita deve essere marchiato a vita nella vergogna!

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Io: Ma dov’è finita la cavalleria nel XXI secolo?

M: Eh, da quando non si va più a cavallo, caro lei…

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E: C’è un po’ d’acqua? Ho la bocca che sa come di travestito.

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E: [prendendo uno dei miei cucchiai] Questo non è un cucchiaio, è un divaricatore.

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E: Sai come fa C. con [nota blogger]? C’è una metafora appropriata. È come uno che la domenica mattina va in chiesa, grida “[censura ex art. 402 c.p.]!” e se ne scappa. Capito? Arriva, smoccola e se ne va. E così fa lei!

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[E. trova dei pupazzetti copri-bottiglia e inizia a giocarci]

LB: Ora sorge spontanea la domanda: ma Luca che ci fa con quei cosi?

E: Eh, già. Che ci fai?

Io: Cretino. Infilali su una bottiglia.

LB: Ah, usi pure la bottiglia?

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C: Ti serve una mano?

Io: No, non serve. Sono abituato a fare tutto con una mano.

C: Con rispetto parlando.

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[L’angolo del cinema, a cura di E.]

E: “Colazione da Autogrill”, rifacimento di Colazione da Tiffany.

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E: Perchè, io non sono un buon partito?

Io: Perchè, c’hai pure er simbolo?

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E: Ma che siete, ‘na comunità de recupero?

Io: Sì, tipo “Ciao, sono Luca”. E tutti “Ciao Luca”.

M: Sì, tipo “Ciao, benvenuto su Decidere.net”.

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C: [rivolta a E.] Tu guidi come Alberto Sordi. Non ti scegli una corsia, tu ti metti in mezzo e segui la linea, come un pensionato.

M: Ma magari lui lo fa apposta.