Sannita

Il radicale (a piede) libero


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Ricordi 2 / Era il 23 maggio scorso…

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[Dialogo fra due persone che non avevano ancora cominciato a bere…]

A: La finale è ad Atene?

Io: Sì, è a “senza tene”, con l’alpha privativa…

A: E allora dopo questa, io andrei e tu serghei…

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MC: Ma si sa che le donne attivano più centri di linguaggio degli uomini.

G: Pòrelli.

E: Aòh, ognuno fa quel che può, eh…

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[Intorno al 75º minuto della finale fra Milan e Liverpool]

G: [rivolta a me] Vabbè, state due ad uno, avete vinto…

Io: [alzandomi e gesticolando apotropaicamente] Daje…

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M: A me i cani non riescono a piacere. Sono affettuosi, ma non mi piacciono. Io sono una gattara.

C: Bello, un gattino rosso…

M: [riferendosi ad A.] È lui. Pesa cento chili, ma è un gatto…

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G: Sembro piccola, ma c’ho lo stomaco di un camionista ubriaco!

AN: A me E. ha detto che c’ho gli acidi di un boa constrictor!

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Io: Sempre detto io che le donne sono animali strani.

M: Sempre detto io che gli uomini sono animali. Punto.

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C: Mio padre dice sempre che uomini e donne sono mondi alieni che condividono solo l’apparato sessuale.

Io: E neanche sempre.

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E: Piazza Vittorio Ugo.

C: Giulia, educalo.

G: No, ci sono riuscita con il mio cane, ma con lui è impossibile.

E: Io dico Piazza quel-che-cazzo-che-me-pare.

G: Ma manco col cazzo!

Io: [cercando di prendere nota del botta e risposta] Ragà, piano però, che c’ho i riflessi addormentati dal vino.

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E: [ex abrupto] Che bello, lo vedo che sale!

[Un silenzioso panico assale i commensali.]

E: Ma che avete capito? Il tappo della bottiglia!

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Io: Aòh, me fate magnà? So’ du’ ore che sto a scrive stronzate!

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G: V’o potete popo scordà! Forgive it!

C: ‘A G., magari “Forget it”…

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G: Hillary? Ah, Hillary Clinton! Io pensavo Ilary Blasi… Aòh, ognuno c’ha la sua curtura.


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Ricordi 1 / Era il 16 maggio scorso…

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C: Mi guardo in giro e sono tutti accoppiati…

Io: In che senso?

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E: A me m’hanno posseduto analmente senza precauzioni e voi ridete pure…

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AN: Io e il mio ragazzo siamo in coma perlomeno fino alle 15, altro che pranzo della Domenica!

E: Che immagine repellente…

C: Perché, tu?

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Io: [riferendomi a E., parafrasando una nota pubblicità] Tonno insopportabile: settanta chili… in olio d’oliva.

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E: La Tavola dei Volenterosi, risto-pizzeria aperta anche a pranzo.

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[A un altro tavolo, si festeggia un compleanno]

E: Ma che festeggiano? Un anno in meno de vita e questi applaudono pure…

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[La tonnara prosegue…]

E: Basta, dichiariamo la morte fisica di questa cosa.

C: Eutanasia! Eutanasia!

G*: Vabbè, ma te sei omofiliaco… Proprio radicale fino al midollo.

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AN: Ammazza, E.! Manco io arrivo a cotante porcherie!

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E: L’uomo-pesce? Ma sei un coglione! Ma restatene a casa, cura la famiglia, vai in chiesa!

[All’invito ad andare in chiesa, gli altri commensali esprimono solidarietà al coglione.]

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E: [recitando una popolare battutaccia romanesca] Un farco! Un farco! Dove? Nun fa ‘r cojone!

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E: [recitando una barzelletta molto vecchia] Appuntato, la freccia funziona? Ora sì, ora no, ora sì, ora no.

AN: [seria] Bella. Ma che, fa ride?

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E: [rivolto a C.] Ti rendi conto che non c’entra nulla con l’economia del discorso?

G: Economia del discorso? Ma come cazzo parli?

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[Sulla strada verso casa, passiamo davanti ad uno zoo…]

E: [rivolto a me] Vabbè, Lù. Io te lascio qua, che t’ho portato a casa.

AN: Zitto E., che se te lascio a te, me danno pure du’ scimmie de resto.